Cilento 2020

Ormai è diventata una tradizione, a primavera iniziamo a chiederci quale sarà la proposta di Centocittà per la vacanza mare-trekking (soft) di fine settembre. Quando arriva il programma, c’è uno scambio di messaggi whatsapp: “Ci sei?” “Ci siete?” “Sì, certo, quest’anno porto un’amica” “Io vengo con mia sorella”. Questa volta la destinazione è stata in Campania, il Cilento, una zona poco conosciuta da noi del nord, ma che ci ha riservato molte sorprese. Durante i trekking avevamo due guide ambientali escursionistiche, Danilo e Fernanda. Danilo, “il piccolo grande uomo”, un vero figlio della sua terra, di cui conosce ogni segreto e ogni sentiero, orgoglioso di farla conoscere ai turisti, trovando ogni volta il percorso migliore. Fernanda, una ragazza dinamica ed eclettica, che dopo gli studi tecnici ha coltivato, oltre all’amore per la natura, molteplici interessi, arrivando per ora alla fisica quantistica … . L’ultimo giorno ha regalato a ciascuno di noi una piccola riproduzione di un suo acquerello avente come oggetto un luogo visto nel corso delle escursioni. Io ho “La Torre del Telegrafo”, una torre del XVI sec., oggi in rovina, che faceva parte del sistema di avvistamento e di protezione costiera del Regno di Napoli. Si trova su una piccola altura rocciosa a picco sul mare  e domina la lunghissima spiaggia di Ascea Marina, su cui si affaccia il resort dove alloggiavamo. Noi, appassionati di trekking, ci siamo arrivati dall’interno, percorrendo, tra sali e scendi anche abbastanza impegnativi, un sentiero immerso nella macchia mediterranea, “Il sentiero degli innamorati”. Inaugurato nel 2017, è costituito da gradoni, suggestive passerelle e piattaforme in legno, necessarie  per preservare le dune e la flora della spiaggia, e regala viste spettacolari sul mare e la costa da Capo Palinuro al litorale di Ascea. In perfetta sintonia con la nostra vacanza il percorso che dal porto di Marina di Camerota si sviluppa, in parte immerso nella macchia mediterranea, lungo la fascia costiera verso sud. Dopo le soste con relativo bagno alla spiaggia del Pozzallo e a Cala Bianca, consumato il packed lunch, siamo ripartiti verso la piccola spiaggia di Baia degli Infreschi, un gioiello marino del Parco Nazionale del Cilento, pronti per un altro bagno in queste acque cristalline. Il ritorno a Marina di Camerota in barca, per ammirare, questa volta dal mare, la costa frastagliata, punteggiata da spiagge bianchissime e da splendide grotte naturali scavate nella roccia. Oltre a tutto questo, il Parco Nazionale del Cilento è anche luogo di cultura, con tre siti UNESCO. Non potevamo perciò non visitare il sito archeologico di Velia, vicino al nostro resort, e la più lontana Paestum, fondata dai Greci come Poseidonia più di 2500 anni fa. Bellissimi e ben conservati i templi di Paestum, suggestivi come tutti i templi greci con la loro storia millenaria; molto interessante il Museo, ricco di reperti trovati nei dintorni. Tra questi, oltre alla meravigliosa “Tomba del Tuffatore”, mi ha particolarmente colpito una terracotta architettonica, ancora in parte colorata, rappresentante un busto femminile, un elemento decorativo che si trovava sul tetto di un edificio  del santuario di Era. Per l’associazione che si occupa di escursionismo “Cilentamente”, di cui fa parte, Fernanda ha creato il logo e il motto: “Rallenta il tuo tempo e capirai il Cilento”, suggerimento perfetto per apprezzare le bellezze di questa terra.

Flaminia - Settembre 2020